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Newies: Grimes

A molti intenditori del settore il nome di Grimes, pseudonimo della musicista canadese Claire Boucher, non suonerà certamente nuovo dopo i due ottimi dischi usciti per l’etichetta-collettivo Arbutus Records.
Cresciuta artisticamente suonando nei party DIY ed ovviamenti illegali in quel di Montreal, nel giro di un paio d’anni la ragazza è riuscita a sviluppare un sound decisamente personale e ad entrare nelle grazie dei maggiori blog d’oltreoceano (ricevendo anche un premio da quelli di GorillaVsBear, via 2k11 Cool List).
La data del 12 marzo segna l’ucita in Europa del suo terzo lavoro “Visions” rilasciato nel vecchio continente dalla celebre etichetta londinese 4AD. Le influenze sono molteplici, si va dall’ r&b al k-pop, dall’elettronica industrial fino alle nuove tendenze new age. Evidente fin dal primo ascolto è la svolta pop intrapresa da Grimes senza tuttavia tralasciare il fondamentale elemento atmosferico, essenziale nei lavori precedenti.

Tema essenziale di “Visions” è sicuramente la sperimentazione vocale e l’uso poliedrico della voce che Grimes riesce a compiere attraverso improvvisi cambi di tonalità e coretti di ogni genere, confezionando gemme pop come “Genesis” o la stessa “Oblivion” e candidandosi a diva indiscussa della generazione post-internet alla quale la stessa musicista ritiene di appartenere insieme alla nuova schiera di musicisti avant pop canadesi.
La complessità di “Visions” va appunto ricercata in questa direzione, laddove le precedenti sperimentazioni bedroom-pop avevano improntato una netta separazione tra la cultura mainstream e quella underground, il lavoro di Grimes rifiuta ogni sistematica catalogazione e senza alcuna pretesa si propone come una delle uscite più attese e rilevanti dell’anno.

Written by: Carlo Alberto