neonzine

NEON

1912-2012, Il NEON compie 100 anni. Festeggia il secolo trascorso con noi presso quella che un tempo era una fabbrica, ed oggi é stata riconvertita nella fondazione che conosciamo come La maison rouge.Fino al 20 maggio, nei pressi della Bastille, ovviamente a Parigi.La prima mostra internazionale sul “Néon, who’s afraid of red, yellow and blue?”, per ripercorre la sua storia dagli anni ’40 ad oggi insieme a Lucio Fontana, François Morellet, Bruce Nauman, Jason Rhoades e Jean-Pierre Bertrand.Il nome dall’esposizione é quello dell’opera di Maurizio Nannucci, che sarà esposto al MACRO Testaccio di Roma la prossima estate. E’ l’artista che, con opere come “Antologia”, racconta al NEON le sinergie tra musica, arte, linguaggio ed architettura.


Neon. Who’s afraid of red, yellow and blue… di lamaisonrouge

Nato dal genio di Georges Claude, che nel applicare scariche elettriche ad un tubo sigillato di NEON ne provocò l’innesco, inizia nei primi del ‘900 la storia di questo gas dai mille usi.La prima lampada viene ufficialmente presentata nel 1912 e, sempre a Parigi, due anni dopo appare la prima insegna luminosa sul negozio di un barbiere. Poi, sugli Champs-Élysées, la comparsa di Cinzano, che sceglie di pubblicizzarsi con lettere fatte di tubi al NEON lunghe più di un metro ciascuna.Brevettato nel 1915 e nel ’23, il prodotto viene lanciato nel mercato americano dalla società Claude Neon Light Inc., che fece la sua fortuna dopo che venne escogitato il modo di dare colore a questa luce miscelando il NEON con ulteriori gas. In seguito, l’apertura di svariate filiali negli USA, e nel 1926 lo sbarco in Giappone con il suo ingresso nell’Hibiya Park di Tokyo. In Italia la prima installazione pubblica illuminava al NEON i portici del Palazzo del Toro, (San Babila) a Milano, negli stessi anni.Per chi si chiede come possa funzionare un tubo al NEON, la risposta é servita: il NEON, un gas inerte, viene ionizzato attraverso una scarica elettrica grazie alla quale produce energia sotto forma di luce.

Questo “gas incapsulato” non poteva non diventare protagonista del mondo dell’arte data la forza del suo impatto.Si comincia negli anni ’30, poi nel 1948 é il momento di Fontana. Vi si avventura creando un “Ambiente spaziale a luce nera” presso la Galleria del Naviglio di Milano e, nel 1951, da vita ai 130 metri di tubo dell’ “Arabesco Fluorescente”. Quest’ultimo venne ideato per la IX edizione della Triennale di Milano, ed oggi é ospitato dal Museo del Novecento della stessa città. L’intreccio luminoso si può ammirare anche da fuori attraverso le lunghe vetrate che affacciano sul Duomo.Sono gli anni ’60 e Nauman li utilizza ‘’con violenza’’ per capire come stiamo nel mondo, come mezzo di ricerca su sé stesso e sull’umano in genere, in nome di quell’arte detta concettuale.François Morellet, padre fondatore del Groupe de recherche d’art visuel (GRAV) che altalenava i suoi intenti tra il rigore geometrico e la precarietà tipica del Dadaismo, realizza nel 1963 “4 panneaux avec 4 rythmes d’eclairage interférents”, la sua prima opera con il NEON.Intorno al 1980 diventa passe-partout di design per alberghi, gallerie, giardini, fiere e sculture; rendendo in questo modo una forma d’arte a servizio dell’utile e del quotidiano. Ha colonizzato le strade di luoghi come Las Vegas e Shanghai.

La fortuna del NEON é dovuta alla sua immensa versatilità. Con il NEON ci si può disegnare, evidenziare, illuminare, scrivere e creare dimensioni. Nel 2000 a modellarlo sono artisti come Jason Rhoades e Jean-Pierre Bertrand.Il NEON-escamotage dell’insegna multicolor “Plastic” diventa il simbolo eccentrico dell’omonimo e leggendario locale milanese, e presta la luce per arredare la sua inconfondibile, e tra poco memorabile, House of Bordello con scritte come Tonite’s DIVA (lo Studio 54 lombardo si trasferirà dalla storica sede di Viale Umbria al 120 dal mese prossimo). Il fluo corre anche sui muri di una scuola per la musica elettronica: il Social Club parigino, ma é addirittura digitalizzato sull’Iphone a logo delle “App” e lo vendono persino nei negozi di oggettistica a mo’ di “fai-da-te”.

2012: NEONzine è il nuovo giornale.

Written by: Andrea