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Newies: John Talabot

Quasi per gioco era inziata qualche anno fa l’avventura del misterioso produttore spagnolo che si cela sotto il nome di John Talabot (preso in prestito dalla scuola frequentata da ragazzo) il cui unico intento era fare della musica che avrebbe voluto comprare. Detto fatto e in un paio d’anni arrivano due ep, una collaborazione con Glasser (via Young Turks), un remix per gli intoccabili XX e i complimenti di Pitchfork.

John Talabot – Sunshine

A tre anni di distanza dall’uscita del singolo di lancio “Sunshine”, John Talabot si conferma uno dei producers più apprezzati del panorama internazionale grazie all’approdo nei negozi dell’album di debutto “ƒin” (via permanent vacation). Qui Talabot si dimostra abile manipolatore e spaziando tra deep house, balearic-pop e disco confeziona un lavoro solidissimo e di infinita qualità.
A mettere le cose in chiaro ci pensa subito “Depak Ine”, sette minuti e mezzo che passano in un istante e ti incollano le cuffie alle orecchie, il basso incalzante di “Destiny”, pezzo pregiato dell’album, frutto di una collaborazione con il produttore di Madrid Pional, apre garbatamente le danze mentre la bucolica “Journeys”, con l’apporto vocale dell’amico Ekhi Lopetegi (Delorean), fa quasi l’eco agli Animal Collective di “Merriweather Post Pavilion” .Le moledie orientaleggianti di “Missing You” e “Last Land” preparano per la chiusura ad effetto di “When The Past Was Present” e “So Will Be Now…”, altra collaborazione con Pional e altro pezzone, stavolta deep house, a testimonianza dell’eclettismo stilistico e compositivo di Talabot.

John Talabot – Destiny (feat. Pional)

John Talabot – So Will Be Now… (feat. Pional)

La musica di Talabot, apparentemente senza pretese (“a bass kick and a sampler”- citazione da myspace, roba di altri tempi), oltre a farci tenere il tempo col piede sotto al tavolo, riesce colpire anche per la forte carica emozionale. Nelle 11 trace di “ƒin”, debitrici tanto alsound di Chicago quanto allo stile Dfa dell’ultimo decennio, ogni suono è perfettamente filtrato, ogni minimo sample è inserito ad hoc, frutto di una ricerca meticolosa fra le playlist di itunes, il risultato finale è organico, quasi umano, a dimostrazione che “a bass kick and a sampler”, nelle mani giuste, possono ancora lasciare un segno forte.

John Talabot – ƒin out now (via permanent vacation)

Written by: Carlo Alberto