neonzine

HAVE A LISTEN TO…

M83

copertina dell'album "hurry up,we're dreaming" della band m83
Estate 2010, non chiedetemi come, mi imbatto in una canzone dal titolo poco entusiasmante: Graveyard Girl. La traccia, presente anche nella soudtrack di Skins (sad but true), gira tra blog, siti musicali, ma gli ennesimi e scontati richiami Cure/shoegaze/pop non mi spingono ad approfondire il discorso M83.
Esattamente un anno dopo, in rete, ascolto Midnight city e l’effetto è opposto: quella voce fastidiosa che si sente come sfondo durante tutta la canzone, l’atmosfera ambigua, il falsetto maschile e il sax stile Duran Duran, mi incuriosiscono.
Leggo che M83 in realtà è Anthony Gonzalez, musicista francese, nato come progetto solista nel 2001 e poi diventato gruppo con Yann Gonzalez, Morgan Kibby e Loïc Maurin.
Graveyard girl è contenuta nel quinto album della band “Saturdays = Youth”, un album che Anthony Gonzalez scrive nel nome del “live fast die young“, tributo all’adolescenza e ai suoi anni 80.
Nel 2011 Gonzalez cambia rotta, decide di scrivere canzoni che lui stesso definisce “very, very, very epic” e decisamente più cupe.
Non a caso collabora con Brad Laner dei Medicines, Justin Meldal-Johnsen (Nine Inch Nails) e Zola Jesus (interessante songwriter americana darkwave ).
Ottobre 2011, esce “Hurry Up, We’re Dreaming”, un doppio album di inediti ed ecco che tutto suona diverso: questo non è un disco da “sottofondo”.
Non lo si ascolta a basso volume: parole e musica hanno lo stesso peso.
Raconte moi è la voce di un bambino che racconta l’assurda esperienza avuta toccando una rana “allucinogena”. “If you touch its skin you can feel your body changing, and your vision also and blue becomes red and red becomes blue and your mommy suddenly becomes your daddy and everything looks like a giant cupcake“.
A leggerlo suona quasi ridicolo, ma, d’altronde, cosa ha senso nei sogni?
Batterie e basso sono serrati, i synth impazziti e le voci suonano stridule e incerte, tutto è amplificato, dalla prima all’ultima canzone M83 non vuole distoglierti da quell’atmosfera.
Allo stesso tempo, però, tutto ciò non annoia.
Anche l’intro più soft si trasforma in un tripudio di basso-batteria (“this bright flash“, “new map“, “reunion“) e i ritornelli fanno il loro gioco (“midnight city“, “claudia lewis“).
Il sound è deciso e sfacciatamente pop, Gonzalez ha trovato la sua dimensione musicale e il suo tour americano è praticamente sold out ( M83 è a Milano, Magazzini Generali, il 6 marzo 2012)

Gonzalez Anthony from m83

Written by: Haze