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Biglietto Scaduto

Leggere i romanzi che Romain Gary ha scritto tra il 1975 e il 1980 prima di darsi la morte senza cercare di scovarvi i presagi che possano annunciare l’evento è cosa ardua. Soprattutto perché l’attività di ricerca è tutt’altro che faticosa, non ci sono confidenze da snidare tra le righe, né tantomeno tematiche cifrate, il crepuscolo di Gary uomo è solare e il disfacimento della sua persona si consuma sotto gli occhi del lettore. Appartengono a quegli anni Chiaro di donna, Biglietto scaduto e I cervi volanti, romanzi dominati dall’angoscia per il declino, per la morte, per la vecchiaia dopo una vita di eccessi condotta a cavallo tra due continenti; quello Europeo e quello Americano.
Biglietto scaduto è il più autobiografico di questi lavori dove viene ripercorsa la storia di Jacques Ranier, cinquantanove anni, industriale e uomo d’onore della liberazione Parigina, alle prese con la paura del declino sessuale. Angosciato dalla relazione con la giovane brasiliana Laura e da un momento di difficoltà in affari, decide di dedicarsi alla stesura di un journal intime su cui riversare i pensieri e le frustrazioni che non assumono mai la forma dello sfogo fine a se stesso ma sono concatenati tra loro in modo da disegnare una sorta di calendario della personalità. Con l’intimità e la franchezza propri del diario, Gary, restituisce al lettore un romanzo d’amore cupo ma al tempo stesso pieno di tenerezza.
Sono gli affanni sessuali e gli slanci d’amore spezzati a ossessionare il protagonista che percepisce la sua decadenza di riflesso guardando alla relazione con la giovane compagna, amata in maniera tragica, quasi dolorosa. Jacques Ranier, diventa allora il centro di diversi fuochi che lo costringono a prender coscienza dei suoi fallimenti, da un lato vi è la donna amata con la sua immaginazione tropicale e mai superficiale, dall’altro vi sono i suoi soci d’affari che vorrebbero costringerlo a svendere le azioni di sua proprietà, dall’altra c’è la società intera che pare puntare l’indice accusatorio in direzione della sua figura. Così in una passeggiata pomeridiana con Laura, passando tra uomini scimmieschi per la sua caratura morale, scopre con orrore che questi non rivolgono languidi sguardi alla attraente compagna ma più che altro guardano lui con spocchiosa conoscenza, come se sapessero esattamente quale legame lo leghi alla donna, come se potessero vederlo sfinito sul letto a metà di un rapporto sessuale.
E` da questo diario di un seduttore ormai al tramonto che Gary ricostruisce anche una straordinaria storia d’amore, partendo dalla presa di coscienza della necessità che lega l’uomo alla donna. Si ama per mancanza, per ricercare una completezza che non appartiene alla solitudine e proprio per tale motivo rende la coppia una terza dimensione dell’amore, in Gary la natura umana è racchiudibile in una triade di elementi: l’individuo, l’oggetto del suo desiderio e la coppia. C’è una concezione crudele, fatale dell’amore che lo rende nido e al tempo stesso ragnatela dell’uomo, l’attrazione verso la donna è ineluttabile, gravitazionale.
Ma una passione così totale è incontenibile e non può accettare limiti di nessun tipo, per cui l’avvisaglia del declino impone all’uomo un distacco riverenziale, un taglio, nell’idea che sia meglio perdere la donna amata che non poter soddisfare ogni suo desiderio.
Gary, come un archeologo della coppia e della psiche umana scava, si insinua è egli stesso invaso dalla paura del declino e in questa ricerca spesso cieca scrive: “Non ho mai visto così chiaramente in me stesso come ora, in questo momento in cui non vedo più niente”. E allora davvero val la pena chiedersi come sia possibile rileggere i suoi libri senza pensare alle premonizioni di cui sembrano pullulare, senza considerarli testamenti.

Written by: Chiara Buonvino