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TV in salone, sempre meno libri

Si e chiuso l’altroieri il 50esimo Salone del libro. Un’edizione dedicata alla primavera digitale e all’eterno, e francamente troppo sentito, dilemma “L’e-book salverà o affonderà il libro di carta?”. I protagonisti incontrastati, però, non arrivavano né dal mondo letterario in senso stretto, né da quello digitale, ma dalla tv e dall’immaginario collettivo pop. Il tutto esaurito non è stato registrato agli incontri dei paesi ospiti, quest’anno Spagna e Romania, ma a quelli di Fabio Volo, Serena Dandini, Giorgio Faletti o Ligabue. Dal rocker di Correggio, in libreria con “Il rumore dei baci a vuoto”, raccolta di racconti targata Einaudi, si sono viste vere e proprie scene da concerto. Centinaia di persone pigiate contro le transenne per ore per assistere all’incontro del loro beniamino, fan in delirio e servizio d’ordine in tenuta anti-sommossa. Gli agenti erano gli stessi che la mattina avevano scortato il ministro Severino in visita al Salone. Code interminabili e entusiasmo alle stelle anche per Alex del Piero, l’ormai ex grande capitano della Juventus ha chiuso il Salone del libro il giorno dopo dell’addio ai tifosi. “Non sono uno scrittore”, ha puntualizzato il Pinturicchio che ha comunque raccolto le sue memorie in “Giochiamo Ancora” di Mondadori.
Al Lingotto dunque tanti volti noti, ma poca letteratura. Come ha ricordato, ma senza snobismo, lo scrittore Alessandro Baricco: “I libri erano un genere alto, ora non lo sono più”.
Eppure qualche cosa di sublime è rimasto anche in questo salone affollatissimo, alla faccia della crisi dell’editoria, e più mediatico che letterario. Sono le piccole case editrici, quelle dedicate a un genere, a un Paese, a una disciplina. Quelle che fanno ancora di ogni libro un oggetto speciale, quelle a i cui stand puoi farti ancora consigliare, come dai librai di una volta. Tra le tante vale la pena segnalare Round Robin, nata dall’iniziativa di un gruppo di giovani romani, che pubblica autori esordienti e fumetti d’autore su storie di mafia e cronaca giudiziaria italiana. La trentina Zandonai, specializzata in letteratura balcanica e dell’Est Europa e la giovanissima 66ThA2nd, che propone romanzi sul meticciato, letteratura sportiva e la collana “Bookclub”, ispirata ai circoli di letteratura anglosassoni: luoghi dove ancora si discute di libri tra amici, senza la mediazione della rete e dei social network. Ognuno di questi editori propone testi molto curati nella grafica e nelle scelte iconografiche. Forse sono proprio questi i motivi per cui vale veramente la pena tornare ogni anno al Salone del Libro.

Written by: Micol Sarfatti