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Damien Hirst alla Tate Modern

È incredibile dove si possa arrivare con un 4 in arte, un’immaginazione bacata e una sega elettrica.” D.H.

E’ la Tate Modern, a Londra, ad ospitare la sensazionale personale di Damien Hirst fino al 9 settembre.
Il perfezionismo dell’artista dello squalo da 12 milioni di dollari, diventato celebre grazie alla sponsorizzazione messa in atto dal gallerista Charles Saatchi, é preoccupante. Questo aspetto emerge violentemente in ‘Lullaby, the Seasons’ (2002), in cui centinaia di pillole di colori, dimensioni e forme differenti sono state create manualmente, una per una, con lo scopo di dimostrare l’irresponsabilità della società moderna nell’assumere medicinali.
Un tempo i maestri dell’arte antica si cimentavano nella resa di uno sguardo indagatore e intenso nei ritratti, o delle pieghe cangiati delle tuniche dei santi; oggi l’arte contemporanea trova mezzi differenti per stupire lo spettatore. Il titolo del testo di Francesco Bonomi cita il pensiero che il 50% delle persone maturano di fronte ad un’opera contemporanea: “Lo potevo fare anche io”. Senz’altro, ma non hai pensato a farlo, verrebbe da rispondere.
Così uno degli esponenti più celebri del panorama odierno ha assecondato le sue bizzarrie proponendo in qualità di arte persino una farmacia ‘Pharmacy’ (2002), con tanto di teche piene di medicinali, bancone e croce verde lampeggiante; e non é da tutti azzardare a tanto.
Affascinato dal mondo della medicina che definisce come “asettico, essenziale e muto”, oltre alle pillole, alla farmacia e a vetrine piene di attrezzi da sala operatoria, ecco il ruolo protagonista dell’anatomia.
Manifesto ne é ‘The Anatomy of an Angel’ (2008) una statua in stile classico il cui lato destro mostra gli organi e lo scheletro, creando un ossimoro della delicata bellezza delle statue greche; ma non si può non restare tanto affascinati anche da ‘Mother and Child Divided’ (1993): opera shock che riporta una mucca e un agnello sezionati ed incapsulati in teche di cristallo che mostrano ogni parte dell’interno dei loro corpi.
E l’inganno dello squalo nella vasca di formaldeide, che riesce a paralizzare lo sguardo su un animale che sembra ancora in vita ed é ancora in grado di fare paura con l’arcata di canini spalancata, in ‘The Physical Impossibility Of Death In the Mind Of Someone Living’ (1991), é il manifesto dell’arte britannica degli Anni ’90.
L’idea di portare la vita nell’arte ha concesso al signor Hirst di elaborare opere che respirano. ‘A thousand Years’ (1990) é una gabbia di vetro con centinaia di mosche che si accalcano sulla carcassa di una testa mozzata di mucca , e pensare che l’ispirazione é figlia dei quadri realistici di Rembrandt.
Le mosche sono il soggetto anche di ‘Black Sun’ (2004), un enorme pannello nero circolare ricoperto da migliaia degli insetti morti, opera che parla della decadenza e si trova in contrasto con il concetto si resurrezione religiosa connesso alle celeberrime farfalle di Damien.
In ‘Doorways to the Kingdom of Heaven’ (2007) centinaia di farfalle, portavoce di un messaggio di bellezza e fragilità della vita, ricoprono le vetrate medievali di una chiesa, in un trittico la cui composizione ha il retrogusto gotico delle immagini bibliche.
Poi il tema delle sigarette, e la morte viene messa in vetrina per mezzo di quantità industriali di mozziconi accuratamente posizionati in fila sui vari piani d’appoggio di vetrine oro e argento; e quando inizierete a sentire un odore nauseante di fumo stantio sarete vicini a ‘Crematorium’ (1996): un gigantesco posacenere colmo di pacchetti accartocciati, cicche e dune di cenere.
E’ pur vero che tra medicinali, posaceneri e animali vivi e non, se si é deboli di stomaco, sarebbe meglio evitare la visita, ma in realtà l’esperienza che viene concessa da una mostra come questa é riassunta nella partecipazione all’installazione ‘In and Out of Love’ (1991). Gli operatori raccomandano di fare silenzio, camminare con cautela, non muoversi bruscamente e prepararsi ad entrare in un ambiente umido in cui é stato ricreato l’habitat naturale di enormi farfalle variopinte.
Si entrerà in una stanza piena di piante, fiori e coriandoli di colore che svolazzano da un estremo all’altro della sala venendoti vicino, appoggiandosi sulla tua spalla o riposando al suolo. Sulle pareti, ricoperte da tele bianche, innumerevoli bozzoli schiusi rendono l’idea di come la vita possa iniziare e finire nella brevità di battito di ali: nascita, volo e morte recitano il loro ruolo davanti ai visitatori.
In un continuo altalenare tra la caducità delle cose e la possibilità della resurrezione, il messaggio trasmesso da Damien Hirst sembra voler essere immortale e rimproverare l’omologazione della società contemporanea che si comporta come i pesci dell’opera ‘Isolated Elements Swimming in the Same Direction for the Purposes of Understanding’ (1991).

Dove:
Tate Modern,
Bankside, London

Quando:
Fino al 9 settembre.
Dalla domenica al giovedì dalle 10.00 alle 18.00
Dal venerdì al sabato dalle 10.00 alle 22.00

Costo dei biglietti:
14 £

Written by: Andrea