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Quando scompare un’icona

Quando scompare un’icona, come lo è stata e lo sarà sempre Anna Piaggi, ci si aspetta che la notizia venga diffusa in lungo e in largo sui giornali, in tv, alle radio di tutto il mondo.

Invece la morte di Anna Piaggi del 7 agosto, all’età di 81 anni, resta racchiusa nel mondo della moda, che la piange dalle pagine delle maggiori testate del settore.

Il suo direttore Franca Sozzani, a Vogue, dà la notizia della sua scomparsa e la ricorda con affetto dalle pagine del più importante giornale di moda italiano.
Spesso l’universo del fashion system vive una vita a sè, con le sue tragedie, le sue gioie e i suoi personaggi, parallela a quella “reale”.
Il 7 agosto 2012 questo mondo dorato ha perso una delle sue più grandi interpreti.
Come giornalista di moda lavora a Vogue Italia dal 1988, regalando ai lettori le pagine spiritose e originali della sua rubrica “D.P. Doppie pagine di Anna Piaggi“; senza dimenticare gli importanti contributi per altre prestigiose testate come Arianna, di cui fu fashion editor, Vanity, L’Espresso e Panorama.

Anna è la classica figura di chi dedica la propria vita alla moda, all’arte, al gusto, alla creatività; a volte giudicata un po’ “eccessiva”, un po’ clownesca, forse non capita nel suo amore profondo e puro per tutto ciò che fa la vita interessante, originale e degna di essere vissuta.

Amante della moda, dell’ arte, della fotografia, sposata con il fotografo Alfa Castaldi, nel 1962 a New York, cugina di Natalia Aspesi, amica dei più autorevoli e noti intellettuali e artisti milanesi e internazionali, Anna ha sempre vissuto in quel mondo dai cui ha tratto l’ispirazione che ha poi trasformato in genio.
Lei è stata la prima, in Italia, a dare nuova luce al tesoro sepolto degli abiti vintage, ancor prima che fosse coniato il termine stesso, tanto da diventarene instancabile collezionista.

Sempre in prima fila a tutte le sfilate più importanti, regalava a quello che ormai era diventato “il suo pubblico” outfit sempre diversi, stravaganti, sempre all’insegna del colore; tutti ricordano le sue capigliature colorate, bizzarre, rosa, celesti, un po’ arruffate, ma sempre molto eleganti.

“Anna Piaggi l’icona della moda internazionale”, ma quando si diventa “icona”?
Penso che quando uno stilista come Karl Lagerfeld dice di te «Anna inventa la moda. Nel vestirsi fa automaticamente quello che noifaremo domani» e ti dedica un intero libro “Anna Chronique. Un diario di moda“, non sei un’icona. Sei un mito.


written by: Avant Garden