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Donald Barthelme – Biancaneve

Lasciate perdere le favole e il lieto fine strappalacrime. La nostra Biancaneve ha in comune con la sua omonima solo i “capelli neri come l’ebano e la pelle bianca come la neve”, dal momento che vive in un appartamento con sette uomini, fa l’amore con loro nella doccia e in segreto scrive poesie erotiche. E adora l’arte, soprattutto italiana.
Donald Barthelme, uno dei maggiori esponenti della cosiddetta New Fiction, propone una riscrittura moderna, o meglio postmoderna, dove i protagonisti si trovano alle prese con le assurdità e le complessità dell’American way of life. I nani, che in realtà sono persone adulte, si guadagnano da vivere lavando palazzi e producono omogeneizzati cinesi con le ricette ereditate dal padre. Preferiscono essere considerati un’unica entità collettiva (parlano sempre con il soggetto “noi”), ma al tempo stesso restano isolati l’uno dall’altro a causa delle loro fobie e ossessioni. Biancaneve vive nella consapevole e ansiosa attesa del principe azzurro, mentre quest’ultimo, Paul, è ancora impegnato a rendersi conto dei doveri che il suo ruolo prestabilito gli impone. Dopo essere entrato e uscito dal seminario, aver girato il mondo ed essere tornato a New York, predispone un sofisticato sistema di sorveglianza, con tanto di cani addestrati, per proteggere Biancaneve. Non possono poi mancare la strega cattiva, Jane, e il suo tentativo di avvelenare Biancaneve con un cocktail al posto della classica mela. Ma il finale sconvolge per l’ennesima volta le carte in tavola e non è proprio il solito happy ending che ci si immagina in una favola.
Barthelme analizza la società in cui vive attraverso invenzioni linguistiche dagli esiti esilaranti e citazioni e adattamenti della cultura contemporanea rivisitati in chiave ironica e parodistica. La narrazione è un continuo susseguirsi di colpi di scena e addirittura ad un certo punto viene interrotta per far posto a un questionario che l’autore rivolge direttamente al lettore, ma le domande non sono certo scontate:

Le piace la storia finora? Sì ( ) No ( )
Dopo aver letto fino a questo punto, ha capito che Paul incarna la figura del principe? Sì ( ) No ( )
C’è troppo nonsense nella narrazione? ( ) Troppo poco? ( )
Secondo lei, gli esseri umani dovrebbero avere più spalle? ( )
Due paia di spalle? ( ) Tre? ( )

L’irriverenza e il surrealismo si rincorrono senza sosta, in una spirale quasi grottesca di nonsense e situazioni assurde. Barthelme, con uno stile fresco e accattivante, disseziona un’icona culturale e la ricostruisce in un mondo dove il trash sembra avere il sopravvento.

Scritto da: Stefano Michetti