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Scienza e dintorni

Il foglio bianco è il terrore di qualsiasi scrittore o giornalista. È un nemico tanto più ostile quando si tenta di disquisire di qualcosa ritenuto accademico/noioso/alieno dalla maggior parte dell’umanità: LA SCIENZA.

Metteteci, poi,che parlare di scienza senza commettere errori o imprecisioni, cadere in contraddizione, sviluppare paradossi e disseminare omissioni è praticamente impossibile. Il metodo scientifico si nutre di un rigido protocollo e non ammette deroghe. Si dovrebbe operare una vera e propria traduzione – dallo “scientifichese” all’idioma della comunità umana considerata – “segno” per “segno” (in semiotica, esso è definito “qualcosa che sta per qualcos’altro, a qualcuno in qualche modo“). Suddetta trasposizione non sempre è possibile e, molto spesso, si deve rinunciare al rigore in favore della fruibilità.

Con questa “captatio benevolentiae” iniziale, inauguro la sezione “Scienza di tendenza” di Neonzine. Chi vi parla non è certo una giornalista o una scienziata ma un’umile studentessa di biologia convinta che gli esperimenti debbano varcare le porte dei laboratori (e della percezione) e rendersi commestibili anche a chi, di scienza, non ne mastica.

Richiamo,quindi, il gentile pubblico alla clemenza se il linguaggio non sarà aulico e l’esposizione ortodossa…ma è la stampa, bellezza!

Nella scienza il credito va all’uomo che convince il mondo, non all’uomo che ha per primo l’idea.
(Sir Francis Darwin)

Scritto da: Viviana Di Carlo