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Gucci (quello vero) goth

Non pensavo che l’avrei mai detto, ma quest’anno, al mio personale “totopasserella“, il vincitore, anzi, la vincitrice è l’italianissima Frida Giannini, che strega -nel vero senso della parola- i fashion intenditori con la collezione più gothic che l’alta moda abbia mai visto.
Mi perdonerà il mio amatissimo Alexander McQueen (R.I.P.), se dico che la Frida nazionale ha saputo ricreare il vero spirito goth.
Troppo spesso il marchio “Gucci” viene associato alle cinture che adornano le vite lampadate di arancione del tipico esemplare di maschio italico che calca i dancefloor delle discoteche di riviera; riconoscibile dalla chioma ingellata al plutonio, che neanche lo spostamento d’aria provocato dalla musica che esce dalle casse potrebbe scompigliare…sarà fatta apposta…
Ma Gucci, quello vero, è un’altra cosa.
Un tempo era Guccio Gucci, sellaio fiorentino che portò la sua arte della pelle sulle passerelle dell’alta moda.
Poi sono venuti i raffinatissimi anni ’60, che hanno dipinto i foulard e le borsette delle signore di stampe fiorate e poi…poi è arrivata Frida.
La pantera che ha vestito le sue modelle dello spirito di donna in carriera, di quelle che alle 8 del mattino sono già tirate a lucido e marciano su tacchi a spillo per le strade metropolitane.
La Giannini ha messo la donna su un piedistallo di lucido e freddo acciaio: toni scuri, linee tanto squadrate quanto sexy, per una mistress da ufficio.
Mi perdonerete se dico che mi riusciva difficile apprezzare fino in fondo il suo stile da donna fredda, sexy e autoritaria; perchè in fondo la moda è anche sensazione, gusto personale…
Ed è proprio per questo che sono rimasta “stregata” dalla collezione a/w 2012-13.

gucci-04-304073_0x440 Sfilano in passerella creature esili, candide e misteriose, che ricordano Ravenna, bellissima strega-regina di “Biancaneve e il cacciatore“.
Scollature da amazzone, giacche da uomo e fluttuanti abiti in chiffon, tutto collegato dal fil rouge cromatico: nuance dal rosso bordeaux intenso, scuro, quasi vinaccia, ad una tonalità che ricorda il verde militare, ma si tinge di un’intensità piena, pastosa, fino all’immancabile nero, quello che avvolge le spalle nei mantelli e che disegna silouette di fiori che scendono sulle scollature.
Borse in rigido cocco o in morbido broccato cangiante, e poi il velluto…morbido, fluttuante.
Facilmente si rischia di sbagliare con il velluto, di cadere nel vecchio, nello stantio e di avere forme cadenti, che non assecondano la linea dell’abito. Ma Frida ha osato e ha vinto, creando modelli morbidi e vaporosi.
Camicie in chiffon e gonne plissè avvolgono le modelle come un’ombra, facendole sembrare sbuffi di nero fumo, come la nebbia che si dirada in un bosco incantato.
Infine, protagoniste di questa fiaba gotica, le piume, di un nero cangiante in verde, come quelle che ricoprono in mantello di Ravenna.

Su candidi incarnati di porcellana, celati dietro occhiali dalle lenti fumè, solo una riga di rossetto prugna, per amazzoni gotiche che si muovono per la città trasformandola nello scenario di una magica fiaba nordica.

E voi, quest’inverno, sarete streghe o regine?

Scritto da Avant Garden