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Vienna oggi. Glassata d’oro.

Il colore nazionale probabilmente é l’oro, quello delle foglie della cupola del Palazzo della Secessione, progettato da Josef Maria Olbrich come sede d’esposizione per gli artisti attivi tra il XIX ed il XX Secolo, e dei capolavori del suo cittadino per eccellenza, assieme a Strauss e Schubert, Gustav Klimt.
Quale porta che dall’Occidente conduce all’Oriente, é stata la sua posizione di privilegio, a cavallo tra l’est e l’ovest, a rendere Vienna meta ambita da svariati conquistatori.
I primi insediamenti, di cui si hanno scarse testimonianze storiche, risalgono al III Millennio a.C., seguiti dal municipio di Vindibonia fondatovi dall’Impero Romano, dalla dinastia dei Babenberg nel X Secolo, fino alla successiva annessione ai domini degli Asburgo nel XIII.
Nel 1438 é la sede principale del Sacro Romano Impero, tra il 1529 ed il 1683 respinge due assedi turchi, e vive l’età d’oro nel 1700.
Poi la Prima Guerra Mondiale e la liberazione dal dominio asburgico che però, nel 1938, sarà seguito da quello tedesco: Vienna provincia del Reich fino al 1945, quando i russi la libereranno dall’invasione.
Terminata la Seconda Guerra Mondiale la città verrà divisa tra i quattro vincitori, e solo nel 1955 riscatterà la propria autonomia e si dichiarerà perennemente neutrale.
E sarà stata forse la varietà dei suoi dominatori a renderle omaggio delle differenti sfaccettature architettoniche e artistiche dall’inestimabile fascino.
Il palazzo Belvedere, costruito durante la prima metà del 1700 per il Principe Eugenio di Savoia, é suddiviso in due strutture, il Belvedere Superiore e il Belvedere Inferiore, separate da un meraviglioso parco regale. Una volta morto il Principe, la proprietà del castello passò prima a sua nipote Vittoria e successivamente venne acquistato dall’Imperatrice Maria Teresa d’Austria che vi destinò la Galleria d’arte imperiale, rendendolo così uno dei primi musei pubblici al mondo.
Oggi il palazzo ospita la più grande collezione dell’eclettico e da sempre amato pittore dei baci e degli abbracci, delle donne dalla faccia cava e la pelle rosea, e dei nudi la cui sensualità é palpabile. Una strana carica erotica pervade i visitatori di questa strabiliate collezione, irresistibilmente attratti dalle tessere di pittura che graffianti mosaicizzano le tele dell’artista: Gustav Klimt.
Museum Quarter Ma in quanto ad arte c’é di più. Il rinnovato Museum Quarter fa invidia a città come Berlino e Londra essendo all’ottavo posto tra le aree culturali al livello mondiale.
Un concentrato di musei che, interessando tutti i comparti della storia dell’arte, rendono tanto unico quanto prezioso questo diamante austriaco.
Chiamato semplicemente MQ, il quartiere é ritagliato nel cuore della città – nel distretto di Neubau – ed é un fiore all’occhiello, un punto di ritrovo per i giovani della città, con bar e ristoranti avanguardisti, e una tappa obbligata per i turisti interessati a visitare il Leopold Museum, dalle vetrate ampie che donano luce naturale alle opere ed un ambiente pulito e lineare, che propone la più grande collezione del mondo di Egon Schiele appartenuta a Rudolf Leopold, il MUMOK, museo di arte moderna e contemporanea, lo ZOOM Kindermuseum per i bambini, l’Architekturzentrum Wien per gli appassionati di architettura, e la galleria d’arte Kunsthalle Wien.
Vi sono poi oltre 50 centri culturali su una superficie di 60.000m2 che non interessano solo l’arte figurativa, ma anche danza, cinema, new media, design, teatro e scienza.
A seconda delle stagioni si alternano letture pubbliche nelle piazze, piste di pattinaggio e performance degli artisti di strada che si esibiscono tra l’alternarsi di palazzi barocchi e di architetture minimal. Aperto al pubblico H24 il Museum Quarter é ormai il più grande salotto della città.
Spostandosi nella Stephansplatz é impossibile non restare affascinati dallo stile gotico della Cattedrale di Santo Stefano con la sua torre nord, che con lo Steffl regala a 136mt di altezza il panorama completo della città, e la torre sud con la campana più grande del Paese.
Il Castello di Schönbrunn, con il suo immenso parco, la serra delle palme, le fontane, il labirinto, la voliera e le 1440 stanze, tra cui la Sala degli specchi dove Mozart si esibì all’età di sei anni davanti all’imperatrice Maria Teresa, meriterebbe la visita di una giornata intera.
Poi gli edifici simbolo del potere di tutti i tempi, quelli racchiusi nei 6km del Ring voluto da Francesco Giuseppe. L’Hofburg, l’attuale residenza presidenziale, con il Museo dell’Argenteria e i fastosi Appartamenti Imperiali, il Rathaus, il neogotico ed imponente edificio del Municipio, e l’inconfondibile struttura di evocazione greca con il colonnato corinzio del Parlamento.
La Wiener Staatsoper, costruita nel periodo tra il 1863 e il 1869, e inaugurata con il Don Giovanni di Mozart, é l’Opera di Stato di Vienna ed è stato uno dei primi palazzi eretti lungo la Ringstrasse. Interamente ricostruito dopo i danni subiti nel 1945, a causa di una bomba lanciata dagli americani, inaugura nuovamente dopo dieci anni – nel 1955 – con il Fidelio di Beethoven; oggi vanta una produzione di circa 50 spettacoli l’anno e un cartellone che offre spettacoli e balletti nel corso dei 300 giorni della stagione teatrale. Quartiere alternativo é quello di Hundertwasser che, verso la metà degli anni Ottanta, prese vita da un piano di sviluppo di edilizia popolare. Un complesso abitativo di 50 appartamenti realizzati dall’estro di ispirazione “Gaudiana” del pittore Friedensreich Hundertwasser. Decori in ceramica, pareti ondulate, torri pendenti e colori accesi rendono speciale questo stravagante angolo di Vienna, rievocando un po’ i palazzi della Barcellona di Gaudì. E nello stesso quartiere, al numero 13 della Untere Weißgerberstraße, il medesimo artista si dedicò alla creazione del Kunst Haus Wien, museo che espone artisti contemporanei e rispecchia lo strabiliante estro del suo creatore.
La parte orientale della città é attraversata dal Danubio, e un’isola artificiale, creata per proteggere Vienna da eventuali inondazioni, accoglie una delle delle più grandi aree ricreative extraurbane europee con 70 ettari di prati, 180 ettari di foresta e 1,8 milioni di alberi e arbusti. Sfruttata dai cittadini per fare sport e rilassarsi, la Donauinsel ospita ogni anno, nell’ultimo fine settimana di giugno, il più grande Open-Air-Festival d’Europa con entrata libera: il Donauinselfest (festa dell’isola del Danubio).
Preparazione Sacher Torte Altro grande parco di Vienna é il Wiener Prater, che ospita al suo interno quello che viene oggi considerato il luna park più antico del mondo, il Wurstelprater. Aperto sin dal 1766, tra le sue 250 attrazioni, propone una ruota panoramica del XIX secolo, la Riesenrad, oggi emblema della città austriaca.
E così come può definirsi variegata l’architettura, anche la cucina viennese, attraversata dagli influssi più diversi, é ricca di varianti. Dal gulasch all’enorme cotoletta viennese servita con insalata di patate, un posto d’onore spetta alla celeberrima Sacher Torte, servita con panna e cioccolata calda nell’omonimo bar dello storico Sacher Hotel, o nella pasticceria di corte regia-imperiale, la preferita della Principessa Sissi, Demel.
Da una vecchia ricetta amata dall’imperatore asburgico, questa leccornia desiderata dagli amanti del dolce, tentati dalla libidine di affondare i denti dapprima nel cioccolato della glassa fondente, per poi raggiungere il gusto al contempo aspro e dolce della gelatina di albicocche, la Sacher Torte, confezionata nella tipica scatola di legno chiaro, é oggi probabilmente il simbolo più succulento della dorata capitale austriaca.

Scritto da Andrea