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TRA SCIENZA E COMPLOTTO: QUANDO I CONTORNI SI FANNO SFUMATI.

Ultimamente sono molto di moda “le alternative”.
I proclami politici, ad esempio, ne sono pieni.
Ecco, anche nella scienza (o pseudotale) si affacciano gli “alternativisti” – che molto spesso sono dei complottisti malcelati.
Tra le teorie che più fanno arrabbiare ci sono le cosiddette “ipotesi alternative sull’AIDS”. In breve, si tratta di un’accozzaglia di castronerie scientificamente indimostrate e medicalmente incoerenti che mirano a spiegare l’eziologia della sindrome da immunodeficienza acquisita. Tra i sostenitori troviamo anche blasonati accademici internazionali come Peter Duesberg, attuale professore di citologia e biologia molecolare dell’Università della California.

Nell’eterogeneo calderone del complotto, dimorano diverse correnti di pensiero:

  • L’HIV non esiste

  • L’HIV esiste e potrebbe causare l’AIDS, ma non è stato mai provato

  • L’HIV esiste e potrebbe causare l’AIDS, ma soltanto in combinazione con altri fattori

  • L’HIV esiste, ma non è responsabile dell’AIDS: la causa è una combinazione di altri fattori, infettivi e non infettivi.

  • L’HIV esiste, ma è un retrovirus inoffensivo e non è all’origine dell’AIDS: l’AIDS non è, dunque, una malattia infettiva.
    [fonte: Wikipedia]

Unica costante unificatrice di queste tesi negazioniste sarebbe la convinzione che l’AIDS scaturisca da una serie di concause. tra cui l’abuso di alcuni farmaci (antibiotici,cortisonici, psicofarmaci ecc..),che determinerebbero un abbasamento delle difese immunitarie.
La pericolosità della teoria è evidente: anzitutto svilisce decenni di ricerca, instaura il tarlo del complotto e delle connivenza della scienza con gli interessi delle case farmaceutiche e dei governi e infine scoraggia l’uso di medicinali nonché dell’unico metodo preventivo efficace, il preservativo.
Simili fantasie perverse dovrebbero rimanere chiuse tra le ossa craniche dei loro concepitori e invece no, vengono belle che pubblicate sulle più illustri riviste scientifiche mondiali come l’Italian Journal of Anatomy and Embryology , edita dall’Università di Firenze e organo ufficiale della Società Italiana di Anatomia e Istologia. L’articolo di Duesberg, dal nome “L’AIDS dal 1984: nessuna evidenza di una nuova epidemia virale, nemmeno in Africa”, è stato infatti pubblicato nonostante le tante peer review negative provenienti dal mondo anglosassone. I coautori italiani sono figure altrettanto controverse e uno di loro, Marco Ruggiero, è ordinario di biologia molecolare all’Università di Firenze. Per gli esaminatori, “conclusioni meramente speculative non sono una ragione valida per rifiutare una ricerca se le conclusioni sono correlate con i dati presentati”.

E così si diffonde il morbo, questo si in maniera virale, dell’ignoranza..

Scritto da: Viviana Di Carlo