neonzine

EMA, AMA e i cotechini

Volevo scrivere un articolo sugli Ema (Euro Music Awards), che ci sono stati la scorsa settimana a Francoforte.
Mi hanno deluso, quindi non meritano il mio tempo e le mie divagazioni [il solo fatto che Labbra Del Rey sia stata premiata come Best Alternative Act, la dice lunga su quanto possa esser stato ridicolo e al contempo poraccio lo show].
Mi sono ricordato però che ieri si sarebbero tenuti in America gli AMA (American Music Awards) e che avrei potuto scrivere un bell’articolone a riguardo. Il caso ha voluto che ieri notte non abbia neanche dormito (grazie reflusso gastrico, troppo gentile!), quindi grazie a Santo Streaming sono riuscito a “godermeli” dal vivo. Per quanto le esibizioni siano state più carine di quelle degli EMA, i premi sono stati una farsa comunque.
David Guetta best Electronic? Ma al massimo è un Best Truzzo.
E poi ancora, quel lesbico di Justin Bieber, premiato come Best Pop/Rock Male; avrei da contestare sia il Best, che il Rock, che il Male, ma taccio, non voglio disquisire a lungo su queste cose superficiali. I premi assegnati sono stati altri, tanti quanto banali e scontati e vi evito il classico elenco pappardella.
Mi piacerebbe soffermarmi però su alcune delle esibizioni, che mi hanno colpito per i motivi più disparati.

P!nk, con la ballatona Try, secondo singolo estratto da The Truth About, è riuscita a fare una coreografia impeccabile senza però dimenticare di cantare live, e anche bene.



La migliore, sicuramente nella lista dei miei prossimi concerti.
La performance più falsa è quella di Taylor Swiffer, o Scopetta, che dir si voglia.
Perché falsa? Perché non puoi spacciarti per cantante COUNTRY quando poi presenti un singolo, I Knew You Were Trouble, con “””contaminazioni””” (badate, è tra virgolette) dub-step (come tra l’altro fa la qualunque, lately).
Un bel NEXT per lei.

Il premio come performance più banale va sicuramente ai No Doubt, che stentano a decollare con questo loro comeback. Il singolo presentato è Looking Hot, secondo (o terzo?) estratto da Push&Shove.
Pro? L’eterna giovinezza di Gwen Da Kween.

 

Ora si ride, invece. Ma tanto. Peggiore solo all’iconica esibizione di Britney Spears ai VMA del 2007, la cara Xstina ha provato a deliziarci con un medley di alcune canzoni tratte dalla sua ultima fatica discografica, Lotus. Tre canzoni ha cantato, e tutte e tre in modo errato: la prima in playback, la seconda stonando e la terza tacendo e facendo cantare le coriste al posto suo. Fosse questo, l’unico problema. Magari uno spettatore disattento avrebbe potuto non notarle, queste cose. Tutti però si saranno resi conto della sua forma fisica, non più delicata come agli esordi, e del suo outfit, bustino+stivaloni che la facevano sembrare… un Cotechino. Lotus doveva essere la sua rinascita (“Rise up lotus….submerge from hurt pain broken pieces”) ma ,secondo me, vista anche la sua forma fisica, non sarà altro che il colpo di zavorra finale.

 

 

scritto da: Daniele Sciullo