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Il re dell’antivirus sdogana la fuga virtuale. Mcafee trasforma la sua latitanza in un reality show.

Tutti ci metteremmo la mano sul fuoco: “Quella del fuggiasco non deve essere una vita semplice”.

Infatti, la nostra mente non può che andare in quella direzione. Impossibile fermare le pellicole di un certo filone del cinema americano mentre scorrono davanti ai nostri occhi. Da Bonnie and Clyde a Dillinger, potremmo facilmente ipotizzare come un latitante debba piegare la propria esistenza. Una sopravvenuta ricerca di invisibilità, alla necessità di non lasciare tracce, ad una strisciante e paranoica morsa persecutoria.

Eppure, sembra che il protagonista dell’ultimo capitolo delle grandi fughe voglia riscriverne le regole. Fin qui, nessun uomo braccato dalla polizia aveva minimamente immaginato di aprire un blog per raccontare la propria latitanza. Ma diamine, i social network stanno inghiottendo, o no, la nostra società? E così, ad un mondo connotato da un’irrefrenabile esigenza di sapere tutto su tutti, e in tempo reale, non poteva presentarsi occasione più ghiotta di questa.

Mai nessuno aveva osato tanto. Ma John McAfee, padre dell’antivirus, fondatore di un vero e proprio impero (che sarà venduto nel 2011 per 7 mld di dollari ad Intel) e prova vivente del sottile confine tra genio e follia, può farlo. Lui può.
Ricercato per omicidio dalla polizia di tutto il Belize, l’ex ingegnere della Nasa si è dato alla macchia, ma senza rinunciare alla sua connessione a internet. Qui, infatti, è possibile trovare tutti gli aggiornamenti in tempo reale: Whoismcafee.com. Dai travestimenti, alle grida di disperazione che il fuggiasco lancia nell’infinto della rete.

Ma anche in passato la vita di John può essere definita tutt’altro che piatta. Una carriera, infatti, la sua, costellata da successi planetari, flop; e poi strabilianti colpi di scena. È il 1994 quando, dopo aver profetizzato con insistenza il verificarsi della più grande e spaventosa pandemia informatica, Mcafee viene scaraventato giù dall’olimpo virtuale. Non succederà nulla: calma piatta, in quell’anno, nell’universo del codice binario.

La sua immagine sarà compromessa al punto da costringerlo a vendere l’azienda: John va così alla ricerca di business alternativi.
Presto decide di andare via dagli States, di trasferirsi in Belize. Ufficialmente per cimentarsi nella produzione di antibiotici naturali, ma il graal è un altro: l’allucinogeno migliore di tutti i tempi.
Da subito John prende le distanze dai componenti dell’enclave americana nel nuovo Paese di residenza. Stringe, invece, rapporti con alcune gang criminali del posto: finirà dentro per possesso illegale di armi e droga.

John Mcafee: settant’anni spesi benissimo.

Scritto da: Jacopo Arpetti