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HAVE A LISTEN TO: FURTHERSET

Che si faceva nel 95? Si andava a scuola, si ci divertiva, si ascoltava gli 883, Jovanotti e le Spice Girls…  no forse quello era il ’96, ma comunque siamo là.
Tommaso Pandolfi, alias Furtherset, che invece nel 95 ci è proprio nato, ora, Anno Domini 2012,  fa musica Drone. Poi…La Bad Panda Records, etichetta indipendente che ha già lanciato un super-album italiano nel 2010 (“Elephants at the door” dei Dumbo Gets Mad), ha pubblicato il suo EP “Two Lovers In A Room“. Il resto, ce lo spiega il diretto interessato.

NEONZINE: E’ legittimo soprendersi del fatto che tu, a 17 anni,  hai già un sound così riconoscibile?
FURTHERSET: Credo che a 17 anni si possa essere consapevoli di quello che si vuole fare della propria musica. Forse fino a qualche decennio fa poteva essere una cosa un rara, ma adesso con tutte le fonti da cui noi giovani emergenti possiamo attingere, è più che possibile.

Siamo pieni di stimoli musicali che provengono da ogni parte. Poi non credo che comunque ci si debba concentrare troppo sul fatto che io abbia 17 anni. Ci si dovrebbe più che altro concentrare sulla musica che faccio, non sull’età anagrafica. Certo, mi rendo conto personalmente che non sia una cosa così facile da fare, eh. L’ideale sarebbe distaccare me dalla musica che faccio, però vabbè, easy. Quando vado a suonare e mi dicono qualcosa in proposito normalmente mi vien da ridere comunque! Tutto ciò è molto divertente.

N: Quando e come hai iniziato a fare musica? C’è stato un disco particolare o una band che ti ha spinto a iniziare?
F: Per quanto riguarda il suonare uno strumento, ho cominciato con il pianoforte quando avevo 11 o 12 anni. Poi ho suonato il basso per un periodo, poi mio fratello ha comprato un sintetizzatore, un annetto dopo ho ricevuto un computer con cui finalmente potevo registrare i suoni che facevo e via, così ho cominciato. Dopo ho comprato tanta altra bella roba e così via.
Sul perché io abbia cominciato a suonare, beh, è stato come ho già detto altre volte, fondamentalmente un bisogno di distaccarmi dalla quantità di musica di merda che sentivo suonare, cantare, o strimpellare dai gruppi di giovani. Non che tutti facciano schifo qui a Perugia, ho molti amici che fanno musica con dei gruppi che apprezzo, però non ce la facevo. Poi ho cominciato a suonare con il mio amico Alessandro Biscarini facendo elettronica con lui per un po’ di tempo, ma le nostre strade si sono divise per la marea di impegni che avevamo tra tutti e due. Poi fino a poco tempo fa, quando ho cominciato a suonare con Gianluca Petrella o con il mio amico Antoine Mermet ( Manvoy De Saint Sadrill), non riuscivo minimamente a rientrare nel concetto di gruppo. Tutt’ora, devo ammetterlo, o almeno solo con loro io riesco a suonare in gruppo. Mi angoscia molto suonare con altre persone, vuoi perché ho paura di non fare le cose bene e metti che non è che io abbia molte conoscenze teoriche per creare cose molto diverse, per staccarmi dal mio suono. Ah ho divagato troppo, merda
.

N: Quali sono gli album che ascolti al momento? Qual’è la scena che segui?
F: Ascolto come sempre quei pochi album che mi piacciono veramente da anni. Cose dei My Bloody Valentine, il Bowie berlinese, il Brian Eno degli anni ’70, Talking Heads fino a Remain In Light, Wire, This Heat, Stone Roses, Aphex Twin, Boards of Canada, The Smiths e Morrissey. Sono delle cose molto “classiche”, direi. Poi vabbè, ultimamente mi stanno piacendo tantissimo i Life & Limb, Clark, Kendrick Lamar che è un rapper non affatto tamarro e… mi piace molto la mia musica in questi giorni. Un altro album figo che mi sta piacendo ora è quello dei Raime, me lo son sentito l’altro giorno mentre ero a correre. Mi hanno fatto correre molto lentamente, devo ammetterlo. Cupi e angoscianti. Generalmente comunque prediligo la musica che mi possa angosciare.

N: Quanto tempo dedichi alla musica ogni giorno? In che occasioni sei più predisposto a fare  musica?
F: Negli ultimi tempi sto dedicando anche quattro, cinque, o sei ore al giorno alla musica. Potrebbe sembrare tanto tempo, ma non avendo nulla da fare se non studiare e correre ogni tanto, per non parlare poi della mia vita sociale che esiste solo per massimo 3 giorni alla settimana, beh, è abbastanza naturale che spenda tutto il mio tempo a suonare. Questo poi è anche quello che mi spinge a fare musica, la noia che provo tutti i giorni nel non fare nulla. Prima poteva essere altro, adesso è più che altro noia.
Non completamente, vorrei precisare, ci sono anche molte altre cose che mi ispirano per scrivere della musica, come i miei sensi d’angoscia, le letture che faccio o dei momenti della vita di ogni giorno.

Two Lovers in a Room è su soundcloud: http://soundcloud.com/furtherset/sets/two-lov

ers-in-a-room-ep-bad/

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Scritto da: Serena Di Carlo