neonzine

HAVE A LISTEN TO: TALK TO ME

I Talk To Me nascono poco più di un anno fa’, dal tentativo di un fonico di salvare i brani di una giovane cantautrice.
Da questo nasce un interessante progetto musicale ed un EP, “A Long Time Waiting“, disponibile in ascolto integrale su http://wearetalktome.bandcamp.com/.
Sono italiani i Talk To Me, ma ricordano i Cults, gli XX e i Beach House, combinano deliziose vene pop con ritmiche ovattate e i synth delicati.

Li abbiamo intervistati.

Neonzine: Vi riconoscete nel Dream Pop?

Andrea: Alla domanda “che genere fate” è sempre fatica dare una risposta precisa in effetti, spesso è bello che siano gli altri a fartelo capire e in questo caso sono davvero contento e un po’ lusingato che fra i possibili generi si sia scelto questo per definirci, perché lo conosco, lo apprezzo davvero tanto e alcune delle mie band preferite vi si possono includere!
Stefania: La prima volta che ho sentito parlare del Dream Pop è stato qualche anno fa, scoprendo i Cocteau Twins. Ho pensato immediatamente che poteva esserci un’affinità tra le cose che mi venivano fuori in cantina e questo genere. Quindi posso dire che accetterei volentieri l’etichettatura se mi venisse data, anche se non è un genere da cui in realtà ho tratto ispirazione o che ho ascoltato molto.

N:Quanto ha influito la musica italiana nella vostra formazione musicale e quali band?

S: A 13 anni ascoltavo Elisa ma in seguito gli unici gruppi italiani che abbia mai ascoltato erano gruppi punk rock che poi cantavano in inglese e si ispiravano a gruppi californiani (Forty Winks, Friday Star…). Ah, eccezione: i primi Verdena, mi piacevano un sacco.

A: A 10 anni ascoltavo il primo disco di Ligabue, mi piaceva e continuo a reputarlo un gran disco, ma questo non mi ha cambiato la vita. Crescendo ho abbandonato totalmente artisti italiani di quel tipo e di quel genere. Negli ultimi anni ho invece riscoperto la musica made in italy appassionandomi un po’ alla scena “hardcore”, e giusto per citare alcuni nomi ci metterei Raein, Fine before you came, gli amici Riviera e gli altri amici Lantern.

N: Da che background musicali provenite? cosa facevate prima di conoscervi e formare i Talk To Me?

S: Al liceo cantavo con gruppi pop punk e ascoltavo un sacco di emo, punk rock (Brand New, Sunny Day Real Estate, Last Days of April…). Crescendo mi sono aperta ad altre realtà: gruppi che usano l’elettronica (Electric President), cantautrici (Emily Haines), ultimamente tanto Bon Iver, National ecc. Negli ultimi anni avevo iniziato a scrivere pezzi più introspettivi (molti dei quali sono finiti nei Talk To Me), ho provato a suonarli con vari progetti, ma per qualche motivo nessuno funzionava davvero. Ero arrivata a registrarli da sola con chitarra acustica e synth e a metterli su internet, il problema erano i live perché da sola non riuscivo a riprodurre tutto.

A: Come dicevo sopra a 10 anni ascoltavo Ligabue, a 15 iniziò l’era dell’hard rock con Led Zeppelin & co., attorno ai 20 o poco meno ho virato verso un mondo più alternativo e indipendente scoprendo una marea di gruppi, dai bloc party agli interpol, a city and colour…. fino al più attuale Bon Iver assieme ad altri gruppi che si sono presi una parte del mio cuore e se la terranno per sempre restano comunque gli Slint e probabilmente i Mogwai (in pezzi più piccoli anche tanti altri gruppi post-rock, genere che amo). Sono comunque sempre a caccia di qualcosa di nuovo da conoscere.
Innanzitutto ci sarebbe da dire che io nasco batterista e prima dei Talk To Me io avevo militato e militavo con tale ruolo in altre band. Alcune non esistono più e altre le porto avanti tuttora: Shelly Johnson Broke My Heart e Delay house. Inoltre dopo la nascita dei talk to me mi sono inserito come bassista nei Monday, gruppo anch’esso di Rimini come gli altri.

N:Quando potremmo vedervi dal vivo? avete dei live in programma?
S: Per ora no… speriamo presto!

 

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scritto da:  SDC