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common ground, Biennale di Architettura di Venezia 2012

Nonostante l’acqua alta, la pioggia ed il freddo, si è conclusa da oramai un mese la 13a  edizione della Biennale di Architettura di Venezia, dopo regolare apertura ed eventi da agosto a novembre. Padrone di casa quest’anno è David Chipperfield, architetto britannico con alle spalle una vasta esperienza in campo teorico e pratico, che dopo Betsky e Kazuyo Sejima, lancia a tutti i suoi più grandi colleghi un guanto di sfida dal titolo piuttosto vago.

 

COMMON GROUND. Terreno comune.
“L’architettura non avviene per caso, è una coincidenza di forze, una cospirazione di requisiti, aspettative, regole e, si spera, di visioni. Richiede collaborazione ed il suo successo dipende dalla qualità di questa collaborazione. Questa partecipazione non coinvolge solo i professionisti ma si attua anche con la società, tra chi commissiona, regolamenta e soprattutto abita i nostri edifici e le città”.
In un’epoca di costosissime archi-star ed innumerevoli progetti/sculture divenuti simbolo di intere città, Chipperfield tenta di riportarci alla realtà primitiva della ricerca architettonica poiché bisogna accettare il fatto che la buona architettura non dipenda solo dal genio e neppure che si possa ottenere solo attraverso il conflitto e a dispetto delle circostanze.

Suddivisa in Arsenale e Giardini, la mostra esprime punti di vista differenti e discutibili, intrecciando esperienze e visioni da diversi continenti con lo sfondo ammaliante della laguna.

 

 

L’Arsenale

O’Donnell + Tuomey  | Camera di legno che vuole sembrare di mattoni e lascia filtrare la luce dall’alto, Vessel è uno spazio contemplativo scavato in un solido, un tunnel di luce, una lanterna, un passaggio verso il nostro terreno comune.

FAT | Una riproduzione alta 5 m della Rotonda di Palladio introduce i visitatori nel Museum of Copying, dove copiare dal passato non è peccato ma un importante e necessario fenomeno.

Zaha Hadid Architects | The Arum Shell è un omaggio allo strutturalismo tedesco di Frei Otto fuso alla ricerca biomorfa e computerizzata dello studio. Metallo a pieghe. Peso ed elasticità.
(http://vimeo.com/47521035#)

 

Team Chicago | Diverse generazioni di architetti per la riqualificazione di aree urbane problematiche. Fulcro è un plastico illuminato e circondato da 30 m di disegni di progetto.

 

I Giardini

 Padiglione Finlandia | Nel piccolo edificio di Alvar AAlto si celebra il legno, ancora principale materiale di costruzione. Natura e foresta in 6 progetti rappresentanti l’essenza architettonica di una cultura sempre affascinante.

Padiglione Giappone | Leone d’Oro per la miglior partecipazione nazionale va a Home for all , curato da Toyo Ito e dedicato alla progettazione per la ricostruzione del paese dopo il terremoto distruttivo del 2011. Spazi di respiro e relazioni per persone aventi in comune lo stesso tragico passato.

Padiglione Russia |Pareti e soffitti di QR codes, Ipad e tanti progetti da scoprire al primo piano.  Passato, segreti ed inaccessibilità al pian terreno. Due storie diverse per raccontare l’innovazione.

Padiglione centrale | Eisemann Architects | Yale studia l’Italia, la storia architettonica, con una dedizione che forse proprio a noi manca, e la reinterpreta. Dalle immagini di Piranesi per il Campo Marzio scaturisce la loro ricerca in campo sociale, politico e filosofico, portando a progetti- ponte tra la civiltà romana e la contemporaneità.

Common ground ci offre il pretesto per considerare gli sforzi degli architetti non come gesti isolati e alla moda, ma come parte di una ricerca intellettuale, sociale e fisica. La grande energia ed impegno con cui tutti hanno aderito sono una testimonianza del loro proposito ed una conferma. Nonostante la diversità dei nostri interessi, storie ed idee, condividiamo di fatto un “terreno comune”.

Scritto da: Maria Francesca Di Alessandro