neonzine

Welcome back, Hedi!

Cosa succede quando la maison di moda più conosciuta e influente al mondo sposa lo stilista più rivoluzionario, venerato e prodigioso del fashion system?
Succede che nasce la vera magia e il pubblico di devoti risorge per dare il bentornato a colui che, quando prese la direzione della linea maschile di Dior, Dior Homme, nel 2007, rivoluzionò la silouette maschile, dando il via a quella che sarebbe diventata un’epoca, una filosofia di vita, un culto… il culto Slimane.
Ora Hedi Slimane prende la direzione di Ysl e inizia con un gesto rivoluzionario; e come poteva, lui che ha trasformato radicalmente l’immagine dell’uomo, non tornare sulle scena con un atto di traformazione.
La maison che dal 1962 è nota al mondo come Yves Saint Laurent, dal nome completo del suo fondatore, oggi è Saint Laurent.
Scelta azzardata, fuori luogo -diranno alcuni- radicale; un’operazione mediatica, per altri; una mania di onnipotenza… una scelta che ha spiazzato il mondo della moda, sì, ma dietro un nome c’è ben più che un gioco di marketing, un capriccio.
Dietro ogni nome c’è un concetto.
Da oggi inizia la nuova era Slimane e la nuova era Saint Laurent.
Godetevela.

Welcome back, Hedi.

ParigiGrand Palais, 20.1.2013
Androginia ai tempi del Coachella.
Ai piedi di un gigantesco quanto surreale carosello di casse acustiche, va in scena l’attesissimo ritorno di Hedi Slimane sulle passerelle della moda maschile.

Adorato, biasimato, desiderato, spesso imitato Slimane ha nel corso della sua carriera cambiato innegabilmente il passo della moda, rivoluzionando dal profondo, e con una carica destabilizzatrice senza precedenti, i canoni tradizionali dell’estetica maschile. Suo, infatti, il grande merito di avere saputo per primo cogliere e rielaborare le tendenze imperanti e le diverse sensibilità della street culture, in un’ottica di continua commistione tra moda e musica: un processo unico, di autentica sublimazione stilistica, animato e scosso dallo zeitgeist imperante nella subcultura indie, e che trovò la sua massima realizzazione nelle collezioni firmate per Dior Homme, dove approdò nel 1999, dando vita a uno dei fenomeni di costume di maggiore successo degli ultimi anni.
Un ruolo chiave nel percorso stilistico di Hedi lo gioca la musica (I was literally born with a David Bowie album in my hand, ha confessato in un’intervista) con la quale si è sempre rapportato in maniera estremamente critica e sensibile, cimentandosi in una osmosi continua di moda e suggestioni musicali che, tra i tanti successi, ha partorito negli anni le collaborazioni con band come Razorlight, Eight Legs e Phoenix (non è un caso la scelta di Christopher Owens, frontman del gruppo Girls, come volto della campagna pubblicitaria summer 2013 per Saint Laurent).

Dopo essere mancato sulle passerelle per più di cinque anni, nel corso dei quali si è dedicato, con meritato successo alla passione per la fotografia e creando un seguitissimo blog diary, Hedi rientra nel fashion system dalla porta principale, quella stessa porta che giovanissimo aveva varcato nel 1995 quando venne nominato per la prima volta direttore creativo della linea Homme di Yves Saint Laurent.
Sulla passerella del Grand Palais, una sfilata che ha più il sapore dell’happening rock che i crismi dell’ufficialità propri di un evento di tale portata.
Slimane riprende a scrivere la storia esattamente da dove si era interrotta, facendo ricorso al suo linguaggio di sempre: è così che giovani androgini sono i protagonisti di una moda skinny, ridotta all’osso, genderless, intrisa della youth street culture di quella West Coast che è ormai diventata da qualche anno la patria adottiva di Hedi.
Maglioni over rubati a qualche mercato vintage, jeans skinny logorati e dai pesanti lavaggi stone-washed, ridefiniscono la silhouette maschile strizzando l’occhio alla scena musicale grunge, con le cappe di pelliccia, rubate a qualche rock band californiana degli anni 70, che diventano la più naturale evoluzione del chiodo in pelle. Le giacche finemente ricamate del finale, l’impeccabile slim suit nero, la precisione sartoriale, quasi geometrica, dei tagli, fanno poi il resto, dando bene l’idea di una moda che è prima di tutto impeccabile ricerca. Con il suo ritorno, Slimane torna ad occupare a pieno titolo quel vuoto stilistico venutosi a creare dopo la sua dipartita da Dior del 2007, un vuoto incolmabile che solo le catene del low-cost hanno provato a saturare con le loro imitazioni più o meno riuscite. Con Hedi, la street culture risale, prepotente e ribelle, in passerella, con le sue molteplici contraddizioni, le sue contaminazioni artistiche e musicali, tornando così a giocare un ruolo di primo piano sullo scacchiere delle tendenze.
Dopo tutto, non è un caso se fu proprio Monsieur Yves, in tempi non sospetti, a gridare con convinzione: “A bas le Ritz, Vive la Rue!”

 

intro di: Avant Garden
scritto da: Simone  Cotellessa