neonzine

racconto: “Il cane cadente” di Donald Barthelme

Il cane cadente

 Sì, un cane mi è saltato addosso dall’alto di una finestra. Penso che fosse al terzo piano, o al quarto. O al terzo piano. Be’, mi ha messo KO. Ero con il mento sul cemento. Be’, non ha mica abbaiato prima di saltare. Era un cane taciturno. Stavo steso sul cemento con il cane sulla schiena. Il cane mi guardava, il muso avvolto al mio orecchio, l’alito cattivo, ho detto “Scendi”.

Scese. Si allontanò guardandosi indietro. “Cristo”, dissi. Granelli di cemento mi si erano conficcati nel mento. “Per l’amor di Dio”, dissi. Il cane stava sul marciapiede, a quattro o cinque metri da me, immobile. Con la testa girata verso di me, mi guardava.

gioiosi cani cadenti

nel senso in cui direste di qualcosa,

è un cane, o come direste, è un limone

piovono cani come piovono rane

o piovono oggetti fatti cadere per confondere il radar nemico

Be’, era un pareggio. Io stavo sul cemento. Lui se ne stava là. Nessuno di noi parlava. Mi chiesi come fosse (la vita del cane). Ero curioso. Poi capii perché ero curioso.

incartato o fasciato. vulnerabilità ma anche

alluminio

plexiglas

stoffe antipelo

vaudeville (scivola per la vita)

(Naturalmente creai subito uno scenario che spiegasse ogni cosa. Include una donna misteriosa ((molto bella)). Si chiama Sophie. Seguo il cane fino a casa della donna. “Il cane mi ha portato qui.” Si ode un ronzio. “Cos’è quel ronzio?” “È la cellula fotoelettrica.” “Ho interrotto un raggio?” “Tu e il cane. Il cane è ammesso solo se porta qualcuno.” “Cos’è quella finestra da dove è saltato?” “È il suo posto.” “Ma viene qui perché…” “Il suo cibo è qui”. Sophie sorride e mi appoggia una mano sul braccio. “Ora devi andare.” “Riporto il cane al suo posto e poi ritorno qui?” “No, riporta il cane al suo posto e basta. Non appena ha finito di mangiare.” “Tutto qua?” “Mi serviva qualcuno per interrompere il raggio”, dice Sophie con lo sguardo pieno di compassione ((Sax Rohmer)). “Quando il raggio si interrompe, il campanello suona. Il campanello fa comparire un uomo.” “Un altro uomo.” “Sì. Uno Svizzero.” “Potrei fare tutto ciò che fa lui.” “No. Tu servi a interrompere il raggio e riportare il cane al suo posto.” Poi lo sento, lo Svizzero. Sento la sua motocicletta. La porta si apre, lui entra, un bruto, muscoloso, molto villoso ((Olympia Press)). “Perché il cane è ancora qui?” “Quest’uomo si rifiuta di riportarlo al suo posto.” Lo Svizzero afferra scherzosamente il cane sotto il muso. “Vuole restare!” dice lo Svizzero, al cane. “Vuole restare!” Poi lo Svizzero si rivolge a me. “Non riporti il cane al suo posto?” Sguardo minaccioso, gesti, ecc. “No,” dico. “Il cane mi è saltato sulla schiena, da una finestra. Una finestra molto in alto, terzo o quarto piano. Sono finito con il mento sul cemento.” “Cosa mi importa del tuo maledetto mento. Non credo che tu capisca il tuo ruolo. Il tuo ruolo è di essere messo KO dal cane, seguirlo fin qui e interrompere il raggio, e poi riportare il cane al suo posto. Non c’è nessuna ragione al mondo per cui dovremmo starcene qui ad ascoltare un sacco di maledette sciocchezze sul tuo maledetto ecc…”)

Guardai il cane. Lui guardò me.

chi altro ha fatto dei cani?

Baskin, Bacon, Landsee, Hogarth, Hals

con i guinzagli che fanno da scia mentre cadono

accessori per cani al seguito:

ciotola, osso, collare, licenza, Chappi

Notai che era un setter irlandese, color ruggine. Lui notò che ero uno scultore gallese, color marrone (no, davvero, che cosa ha notato? in che modo pensa?). Riflettei che probabilmente era un bel cane di una bella famiglia (cane borghese) con abitudini sgradevoli, come saltare sulla gente da finestre in alto (razionalizzazione: fa parte della generazione della televisione e quindi—)

Beh, poi ho letto una lettera. Una lettera che tenevo in tasca, proveniente dalla Germania. Non avevo voluto leggerla prima, ma ora l’ho letta. Mi sembrava un buon momento.

Sig. XXXX XXXXXXXX

c/o Blue Gallery

Madison e Ottantunesima Strada

New York, N.Y.

Caro Sig. XXXXXXXX,

Per conto dei summenzionati editori, sto preparando un libro sugli scultori americani degli ultimi tempi. Questo lavoro non diventerà una raccolta di baggianate e cose del genere, ma vuol essere una presentazione mirata degli scultori americani, qualitativamente i migliori, degli ultimi tempi. Personalmente sono affascinato dalla sua serie di scultori, L’UOMO CHE SBADIGLIA, e dalle litografie SBADIGLI. Per questo motivo voglio assolutamente includere una o più delle sue nuove figure, se ce ne fossero. Le critiche alla sua prima esposizione a Basilea sono state pessime. I critici tedeschi provengono da concezioni dell’arte così antiquate che non sanno che pesci prendere con i suoi scultori. E io mi auguro una migliore accoglienza al suo contributo a questo libro quando sarà pubblicato qui. La prego di spedire fotografie recenti delle sue opere con un testo esplicativo su L’UOMO CHE SBADIGLIA.

Grazie mille! E distinti saluti!

Cordialmente

R. Rondorfer

Be’, avevo ragione a non voler leggere la lettera. Era gentile da parte di quest’uomo interessarsi di qualcosa a cui io non ero più interessato. Come faceva a sapere che mi trovavo in quello stato, tra tutti il più infelice, tra un’immagine e l’altra?

cani come oggetti di lusso (a cosa ci servono?)

Il mastino dei Baskerville

caduti nel senso di angeli caduti

scuoiati cani cadenti? muscolatura sans scheletro?

Ma è un bene essere sospettosi. A volte un’immagine non è affatto un’immagine ma semplicemente un’idea. La gente ha buttato via anni e anni.

Volevo la faccia del cane. Mentre la mia vecchia immagine, L’uomo che sbadiglia, non aveva faccia (tranne un’apertura dove c’era la bocca, lo sbadiglio in sé), io volevo la faccia del cane. Volevo la sua espressione, mentre cadeva. Pensai alle alternative: gli strilli, i sorrisi. E tutto quel che c’è nel mezzo.

cani sporchi e puliti

cani ultra puliti, animali da laboratorio

cani lanciati o scagliati

in serie, in fila indiana

una visione esplosa del Cane Cadente:

testa, cuore, fegato, luci

ai cani

che fingono di essere un cane:

gli sto dicendo qualcosa che non è vero

e cadiamo entrambi

medagliette identificative da cani!

ma lasciamo perdere i giochi di parole. Cani cadenti di stoffa, il cane di percalle e il ecc. Pezzi di cani di stoffa cadenti. O fogli di compensato da mezzo centimetro, i fogli separati da un paio di centimetri di spazio. Come i vecchi triplano.

orecchie (pagine cadenti con gli angoli piegati)

Vassoio: vassoi da mensa in disgustosa plastica marrone

Ma basta giochi di parole

Gruppo di cani cadenti dalle dimensioni di un colibrì

Ammassati negli angoli superiori di una stanza con alti soffitti,

4 o 5 metri

in file, in schiera, sulla schiena.

Be’, capii che era questa la mia nuova immagine, Il Cane Cadente. La mia vecchia immagine, L’uomo che sbadiglia, aveva dato tutto. Avevo creato duemila uomini che sbadigliano in tutti i materiali conosciuti, e ora ero stufo. Le immagini si logorano, si sfilacciano, si svuotano. Ho passato sette anni bellissimi con quell’immagine, L’uomo che sbadiglia ma –

Ma adesso avevo Il Cane Cadente, che felicità.

(voli? velature?)

Di cani cadenti, cani cadenti piatti come vele

Cani cadenti fluorescenti

Sono abbastanza scettico?

Bisogna prima provare

morire come un

cane-che-mangia-cane

fiero come un alano

canaglie

canovaccio

canonico

sono troppo colpito dalle circostanze

repentinità

dolore

ma è un dono. grazie

per amore o per

polistirolo?

Be’, mi alzai e mi pulii il mento. Il cane taciturno era ancora lì. Mi avvicinai a lui con cautela. Non si mosse. Dovevo chiedermi cosa significasse, Il Cane Cadente, ma non dovevo chiedermelo ora, potevo chiedermelo dopo. Gli avvolsi le braccia intorno alla pancia e insieme ci precipitammo allo studio.

traduzione di Stefano Michetti