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Midnight in Paris

Come spesso avviene nei suoi film, anche stavolta Woody Allen racconta una storia che è un semplice pretesto per esplorare il significato della vita e il peso delle paure umane.
Il protagonista è Gil, insoddisfatto sceneggiatore di Hollywood in cerca di una riscossa da romanziere, in vacanza a Parigi con la futura moglie Inez. Romantico, idealista, appassionato di arte e letteratura, Gil ama il passato e vorrebbe vivere nella Parigi degli anni 20. In quella odierna, intanto, è costretto a destreggiarsi tra i capricci di Inez, l’ingombrante presenza dei futuri suoceri – macchiette che incarnano la mentalità americana più rozza – e la figura spocchiosa di un amico di lei, autoproclamatosi esperto di tutto lo scibile umano.
Gil appare fin da subito prigioniero di una rete di convenzioni sociali, rigidi schemi di comportamento e progetti di vita che non lasciano spazio a ripensamenti, ma che lui sembra accettare di buon grado, evidentemente convinto che quella “normalità” sia l’unica – o la migliore – possibile. La storia sembra correre lungo binari predefiniti, fin quando Gil si ritrova catapultato in una realtà parallela che è davvero la Parigi degli anni 20. Gli sembra così di realizzare il suo sogno: nelle sue serate incontra Hemingway, Dalì, Picasso, Bunuel…e si innamora di una donna, così tanto da non temere più la morte.
Giocando di continuo sul dualismo tra le passioni di Gil e le restrizioni imposte da regole, consuetudini e aspettative della società, il film lascia parlare le vicende del protagonista, mostrandoci il completamento del suo percorso evolutivo. Gil apprende così che la felicità non si coglie rifuggendo nel sogno di un’epoca lontana, ma vivendo pienamente il presente e cogliendo le opportunità che questo ci offre ogni giorno, ma di cui non sempre ci rendiamo conto.
Quando apre gli occhi e il cuore al “caso”, Gil scopre di potersi innamorare a ogni angolo, di essere finalmente padrone della propria vita. Il messaggio allo spettatore è suggestivo: gravati di condizionamenti sociali e doveri presunti indotti dall’esterno, spesso ci lasciamo sfuggire di mano la nostra libertà, chiudendoci alle esperienze della vita e avviandoci così a una sicura insoddisfazione.
La vita, invece, è soprattutto caso (e caos, vitale, creativo): se si accetta questa verità, si aprono le porte alla possibilità del cambiamento, e la piccola realtà quotidiana si riempirà di nuove opportunità. Il film è un inno alla vita da vivere con leggerezza ed entusiasmo, un’esortazione a prestare ascolto all’istinto, a gioire mentre la pioggia, cadendo, ci bagna.

Written by: Luca Paolo Virgilio