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Le primarie per i Repubblicani

La competizione per la poltrona dello studio ovale ha ufficialmente preso il via. Ed è in questi giorni, con l’inizio della stagione delle primarie, che la campagna elettorale a stelle e strisce è entrata nel vivo.
Così, col Partito dell’asinello che riconferma “d’ufficio” il Presidente uscente come proprio candidato, l’attenzione si concentra sul duello in casa dei Repubblicani. Come vuole la tradizione, la lotta tra gli esponenti del GOP (Grand Old Party) che ambiscono alla nomination ha preso il via dall’Iowa, piccolo stato dell’entroterra statunitense molto sensibile ai richiami populisti e demagogici. Per quanto la vittoria nel piccolo Iowa assicuri un vantaggio relativo in termini di delegati, aggiudicarsi il consenso degli elettori in questo poco popolato lembo di terra costituisce un importante indicatore per poter azzardare previsioni  riguardo all’epilogo della lotta: negli ultimi trent’anni chi vinceva in Iowa avrebbe formato il ticket presidenziale.
Il 3 gennaio scorso, ad aggiudicarsi il primato in Iowa è stato l’ex governatore del Massachusetts Mitt Romney. Ma Romney si è imposto per soli otto voti sulla vera sorpresa di queste primarie: l’italo americano Rick Santorum. Ricky Balboa, così è stato soprannominato l’ex senatore della Pennsylvania figlio di un immigrato trentino, ha fatto sognare l’ultradestra grazie alle sue posizioni antiabortiste e antigay. Sono state, infatti, le sue argomentazioni integraliste a far presa sulla base della destra repubblicana.
Intanto, si continua a votare: il prossimo appuntamento con le primarie del GOP sarà il 12 gennaio in New Hampshire. Anche in questo Stato ad essere favorito è l’ex governatore. Gli avversari, però, sono ben consapevoli che la strada da qui alla convention sia lunga; così, non mollano la presa, annunciando battaglia e scagliandosi contro di lui. Accusato di “non essere un vero conservatore” da parte dell’ex Speaker della Camera Gingrich, Romney deve incassare i colpi inferti dagli avversari capeggiati dal combattivo  Santorum, che senza indugi afferma: “Non basta un amministratore delegato per guidare l’America”.
Niente è scontato: questo è il bello delle primarie Usa.

Written by: Jacopo Arpetti