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11×11

Nelle scorse settimane, come di consueto in questo periodo dell’anno, molti di voi avranno avuto l’occasione di imbattersi in varie classifiche e liste dei migliori album del 2011. Anche noi di Neonzine non volevamo perdere quest’occasione e, seppur in ritardo di qualche settimana, vogliamo proporvi una manciata di ottimi album che ci hanno conquistato negli ultimi dodici mesi. Di conseguenza, se non avete nulla di meglio da fare, date un’occhiata qui sotto per scoprire le nostre scelte dell’anno appena trascorso.

Alec Koone – “Wander/Wonder”
Che il progetto del ventenne Alec Koone fosse interessante ne avevamo già avuto la prova con l’ep “See Birds”, tuttavia “Wander/Wonder” si dimostra un lavoro molto più solido del suo predecessore. Balam Acab infatti riesce a forgiare un sound che, pur partendo dagli esperimenti witch house (tanto in voga negli ultimi tempi), risulta particolarmente distintivo.
Qui la musica sembra liquefarsi e il senso di claustrofobia è quasi sempre rimpiazzato da sprazzi di rara sensibilità sintetica.

Oh, Why by BALAM ACAB

Clams Casino – Instrumentals Mixtape
Dopo aver lavorato incessantemente per produrre alcuni dei nuovi talenti della scena rap americana (Lil B – Im God) Clams Casino ci regala la sua prima raccolta di instrumental. Ciò che davvero stupisce di queste tracce è sia la capacità delle stesse di suonare meglio autonomamente, che il rivoluzionario processo compositivo che lo stesso Clams Casino afferma di adottare. Ogni sample infatti è puramente casuale, frutto di download effettuati a campione. Questo processo segna un punto di rottura con la vecchia scuola di pensiero e si proietta verso un nuovo modo di concepire la produzione di intrumentals del quale Clams Casino è sicuramente pioniere indiscusso.
La versione rimasterizzata è da qualche settimana disponibile (ovviamente in free download) su hulkshare.

Motivation by clammyclams

Cut Copy – Zonoscope
Ad inizio anno molti di noi attendevano con impazienza la terza prova del quartetto di Melbourne dopo aver avuto modo di testare la nuova linea stilistica intrapesa con i singoli “Where I’m Going” e “Take Me Over”. Nessuno però si sarebbe aspettato un cambio di direzione così significativo e grazie anche all’apporto al mixaggio di Ben H. Allen (Animal Collective, Deerhunter), i Cut Copy riescono a costruire un lavoro che fin dalle prime note del singolo “Need You Now” per arrivare all’epica chiusura di “Sun God” risulta uniforme e coerente con la direzione compositiva adottata dalla band. Un disco assolutamente da assaporare per intero, senza interruzioni.

Need You Now by cutcopymusic

Drake – Take Care

Quello di Drake era sicuramente uno dei dischi più attesi dell’anno, puntualmete il giovane rapper di Toronto non ha deluso le aspettative affermandosi tra i riscontri di critica e pubblico e balzando fin da subito in cima alla top 2oo di Billboard.
Fra le illustri collaborazioni (dagli immancabili Rihanna, Lil’ Wayne e Nicki Minaj fino ai più improbabili Stewie Wonder e Jamie XX (Gil Scott-Heron and Jamie xx – ‘I’ll Take Care Of U’)) Drake risulta la voce più autorevole di una nuova generazione di Mcs dimostrando di sapersi disimpegnare sia con pezzi più sentimentali che con tracce dall’alto potenziale mediatico.

Drake – Make Me Proud Feat. Nicki Minaj by octobersveryown

Elite Gymnastic – Ruin 1

Svolta significativa nella (seppur breve) carriera degli Elite Gymnastic. Lontano dagli esordi più legati a sonorità chillwave, “Ruin” (a detta degli stessi Elite Gymnastic) trova le sue radici nel già cult movimento del k-pop(GD&TOP – 뻑이가요 (KNOCK OUT)) . Questo fa di “Ruin” un disco dance particolarmente insolito nel quale i testi carichi di riferimenti alla morte e le basi big beat si fondono in un mix decisamente accattivante.

o m a m o r i by elite gymnastics

Ford & Lopatin – Channel Pressure
Che Daniel Lopatin fosse molto legato ad un discorso di “nostalgia futuristica” ne avevamo avuto già dimostrazione con i suoi lavori per il progetto OPN, tuttavia il passo che porta alla realizzazione di “Channel Pressure” è decisamente significativo. Qui Lopatin coadiuvato dal fedele amico Joel Ford riesce a regalarci una manciata di ottimi pezzi synth pop. Ogni singolo suono è frutto di una meticolosa ricerca e nulla è lasciato al caso. Alcune collaborazioni interessanti (“I Surrender” con Autre Ne Veut su tutte) impreziosiscono un lavoro già di per sè molto solido.

05 – Too Much MIDI (Please Forgive Me) by Ford & Lopatin

John Maus – We Must Become The Pitiless Censors Of Ourselves
Nella seconda opera di John Maus (noto a qualcuno come collaboratore di Ariel Pink) si percepisce una definitiva svolta avant pop. Malgrado infatti le sonorità possono ricordare strade già intraprese dai revivalisti post-punk , “We Must Become The Pitiless Censors Of Ourselves” è un album costruito su potenti stratificazioni di synth e arpeggiatori, dove la voce fredda e lontana di Maus fa eco sulle ripetitive battute della drum machine.

John Maus: “Quantum Leap” by alteredzones

Oneohtrix Point Never – Replica

Sesto lavoro di Daniel Lopatin come OPN in altrettanti anni, “Replica” è sicuramente un disco differente rispetto ai suoi predecessori, infatti Lopatin per quest’occasione pone il campionamento al centro del processo compositivo producendo forse il suo lavoro più oscuro ma al contempo più accessibile. I samples utilizzati sono spesso inusuali, estrapolati da pubblicità e messaggi promozionali, ma il risultato (sempre legato a discorsi di nostalgia futuristica) è assolutamente affascinante sotto ogni punto di vista.

Oneohtrix Point Never – Sleep Dealer by Mexican Summer

Pictureplane – Thee Physical

Uno dei temi principali del 2011 è stato il rinnovato interresse verso produzioni di sonorità trance(Britney Spears – Till The World Ends). “Thee Physical” segue una direzione analoga ripercorrendo le strade della dance 90s per arrivare ad un risultato esplosivo. Qui la voce sussurrata dell’eccentrico frontman Travis Egedy si alterna ad epici stacchi in pianoforte e a campionameti di voci da disco-divas. I titoli di canzoni come “Trancegender” e “Techno Fetish” sono decisamente emblematici.

Real is a Feeling by PICTUREPLANE

Shabazz Palaces – Black Up

Uno degli album più interessanti dell’anno è quello di Shabazz Palaces (collettivo hip-hop di Seattle capitanato da Ishmael Butler). “Black Up”, il loro disco di esordio, si rifà sia alla tradizione jazz quanto alle sonorità trip-hop sperimentate vent’anni fa in quel di Bristol. Il risultato è un mix decisamente colto, tanto da convincere quelli della sub pop a produrre per la prima volta un album hip-hop.

Shabazz Palaces – Swerve… by subpop

The Weeknd – House Of Balloons
Sono bastate solo nove tracce ad Abel Tesfaye per attirare le attenzioni della stampa specializzata, solo pochi mesi fa infatti il ventunenne di Toronto era del tutto sconosciuto. “House Of Balloons” (primo atto di una trilogia portata a termine solo pochi giorni fa) fonde sonorità tipicamente R&B con le lungimiranti produzioni di Illangelo (notevoli i campionamenti di Beach House e Siouxsie and the Banshees). Il tutto sullo sfondo della femminea voce di Tesfaye che narra scene apocalittiche di perdizione assoluta. “House Of Balloons” è disponibile (ovviamente in free download) sul sito ufficiale della band.

The Weeknd – The Morning by The_Weeknd

Written by: Carlo Alberto Di Carlo