neonzine

Italiani, brava gente

Avete presente quelle scene penose da film in cui lei, in un momento di follia, prende un aereo  e scappa dal suo lui che vive in tutt`altra parte d`Europa, in nome del suo amore profondo ecc ecc…..(la storia si sta facendo già troppo noiosa lo so).
Ecco. Anche io mi sono ritrovata in un simile momento di “pateticità” ,quando, dopo uno sclero causa studio ,  compro un last-minute e me ne scappo a Milano.Vi chiedereste “sì, ma cosa che c`entra l`amore in tutto ciò?”…
…ecco, allora non siete mai stati al MI AMI ANCORA.
2 palchi , 20 live e un`atmosfera incredibile, quello che nessuno si aspetterebbe mai da un festival della durata di solamente 9 ore e dalla line up INTERAMENTE italiana.

Ok, sono sincera, tutto questo non me lo aspettavo, essendo stata sempre molto scettica sull`organizzazione degli eventi musicali in Italia (credo ricordiate l`esperienza del  Flippaut a Vigevano quando, dopo poche canzoni, è saltato l`impianto audio agli Strokes  lasciando tutti senza parole – per non dire incazzati neri-).
Il Mi AMI  di inizio 2012 è la risposta creativa, interamente italiana e low cost ( SOLO 12 euro!) ai “one day festival” che impazzano in UK (vedi lo Stag e Dagger  di Londra e Glasgow, ad esempio).
Musica, arte e TANTA bella gente : quello che non ti aspetti di trovare in un posto alla periferia di Milano, un giorno di febbraio in cui tutta l`Italia è ricoperta dalla neve e nessuno osa uscire di casa per non rischiare il congelamento.

Il festival inizia alle 6 ma arrivo 2 due ore più tardi causa ritardo del volo , trasporti in tilt e neve.
Faccio un giro per gli East End studios. Fa caldo (!!!),  c’è da bere,  e fortunatamente trovo subito lei: LA LINE UP CON GLI ORARI!
Mi mangio le mani per essermi persa i Chaos Surfari ma davanti ad una line up del genere , non ci penso due volte  e scappo a vedere il concerto successivo.

Maria Antonietta è appena salita sul palco e da fuori il tendone si sente il casino pazzesco del pubblico che la accoglie. Insomma è lei la “regina” del MI AMI.
Non mi aspettavo che tutti sapessero le sue canzoni a memoria ,tantomeno che un live senza band e con la sola chitarra acustica poteva essere così energicamente coinvolgente.
Sul palco, come nell`album : incazzata, esplosiva, carica.  Un piacere vederla agitarsi e sorridere allo stesso tempo.

Mi sposto verso il palco Sandro Pertini, dove si stanno preparando i Classic Education.
Clancy è lì che addenta il microfono (in senso letterale, intendiamoci) con il filo attorcigliato intorno a lui mentre un suono indefinibile esce dalle casse.
I Classic Education suonano molto più “cattivi” dal vivo, i bassi sono triplicati e la chitarra è meno sognante.

Ciò nonostante riescono magicamente a mantenere una certa atmosfera,  tipica della loro musica: quella di un film italiano in bianco e nero.
Tanti i pezzi del nuovo album, ma anche una sorprendente cover, a tratti psychobilly,  di “Li’l Red Riding Hood” di Sam the Sham and the Pharoahs.
Il live termina con “Baby, It’s Fine” e tanti sorrisi soddisfatti (in prima fila c`era anche chi non ha smesso di cantare dalla prima canzone).

Tempo di andare a prendere da bere e di farsi un giro, mentre aspetto il live di Dente.
C` è davvero di tutto: stand di vestiti, accessori fumetti e creazioni d`artigianato.
Uno spot anche per l`arte nel SALOTTO MI FAI, in cui si possono ammirare  i live paintings di Emiliano Ponzi, Squaz, Paola Cannatella, Paolo Castaldi, Fuzmax, Giordano Poloni.

 

Si torna al main stage, dove Dente inizia il suo “one man show”.
Il suo live è ` un misto di classiconi (A me piace lei), pezzi del nuovo album (Da Varese a quel paese), risate e coppie che pomiciano.
Tra una canzone e l`altra Dente regala aneddoti , frasi senza senso, battute…insomma riesce anche a intrattenere  il pubblico. “Mi scuso, perchè stasera tutti noi musicisti del MI AMI, puzzeremo di fritto”.

Ok, è il momento di dire la verità : durante tutta la serata il mio pensiero fisso è stato il live dei Dumbo Gets Mad.
Un gruppo dal nome strafigo, beccato totalmente a caso sul canale di needle drop (si, il logorroico americano che recensisce dischi e tracce su youtube).
Sono in prima fila già dal concerto dei Selton, quattro ragazzi di origine brasiliana che suonano come gli Arctic Monkeys ma che, fortunatamente, si prendono molto meno sul serio. Tante canzoni del loro ultimo lavoro in italiano, ma con quel forte accento portoghese che suona così musicale ed esotico. Il pubblico è divertito, salta, si dimena e alla fine si ci mette pure a giocare a pallone mentre i 4 si improvvisano squadra di calcio.
Il pubblico “sudatissimo” dei Selton esce a prendere una boccata d`aria e i Dumbo Gets Mad cominciano a montare la strumentazione: un`operazione che dura un bel po’ o che forse sembra durare più del dovuto data la mia insofferenza.
Sul palco i Dumbo sono una combinazione bizzarra e pittoresca: camicie colorate,  look anni 70 e strumentazione vintage.
Nonostante i problemi tecnici durante le prime due canzoni, la mezz`ora dei Dumbo è uno sprazzo di  California all`interno del MI AMI.

“Plumy tale” è psichedelia pura, nonostante la mancata presenza del sassofono nella versione live.
I riff del basso sono un costante invito a ballare, durante tutto il live, mentre le tastiere sono molto più giocose che sull’ album.
Nel bel mezzo della canzone lei (questa dolcissima ragazza dai capelli rossi che suona le tastiere) ci diletta con frasi in inglese e parole non-sense  con quel tono di voce che la fa sembrare un manga giapponese.
Per aver sfornato un solo album e con pochi live alle spalle, i Dumbo Gets Mad hanno già definito uno stile personalissimo, non  paragonabile a nessun altro gruppo italiano.

Poche ore alla fine ma c`è ancora tanto da vedere e troppo da ballare:  Esperanza e Casa Del Mirto sono i live che concludono questo MI AMI ANCORA.
Quello degli Esperanza è stato un vero e proprio “dj set suonato” , come l’ha giustamente definito il ragazzo che ballava come un forsennato, vicino a me.

La chiusura tocca ai Casa Del Mirto accompagnati dai Righeira, un pezzo di storica Italo disco.
Ballare sulle note di “vamos alla playa”, un successone dell`83, a fine di una bellissima esperienza musicale 100% italiana, è stato davvero il miglior modo per concludere il tutto.

Nonostante siano solo 3 anni che vivo all`estero, ho riscoperto una scena musicale italiana sorprendentemente diversa da come la ricordavo: viva, giovane e super variegata.
Posso dirlo: CI VEDIAMO IL 15 GIUGNO!

Written by: Haze