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Nuove majorettes

Il 5 febbraio la città di Indianapolis, Indiana, ha ospitato l’evento più atteso da ogni americano hot dog e birra dipendente: il SuperBowl. Nient’altro che la partita decisiva per il capionato di football, in cui si assegna il titolo di campione della National Football League.
Ma a noi non interessa lo sport di quattro ragazotti ipervitaminizzati che si scornano davanti ad una folla (di milioni di persone) urlante.

Se per l’americano medio il SuperBowl vuol dire: divano – stadio, per i più fortunati – ali di pollo fritte e litri di birra, per tutti coloro che stanno dietro all’evento, questo vuol dire…soldi, verdoni a palate.
Le pubblicità mandate in onda durante lo show sportivo più seguito d’America vengono comprate a prezzi esagerati, quantificabili in milioni di dollari; ma non sono solo le maggiori case di prodotti in commercio ad accapigliarsi per avere 15 secondi di gloria (manco fosse regalata!). Nell’intermezzo della partita, ogni anno, si esibisce un artista, generalmente in duetto con altri del suo calibro; viene da sè che esibirsi all’evento mediatico dell’anno assicura un successo planetario e una visibilità che non si avrebbe nemmeno con il più costoso e controverso dei video clip.
Quest’anno a calcare il palco (gigantesco) messo appositamente sul manto erboso è stata niente-popò-di-meno che sua maestà Madonna. La regina del pop aveva già pubblicizzato l’evento con il video musicale della sua nuova hit “Give me all your luvin’“, commissionatole per l’evento, uscito qualche giorno prima della partita. Ovviamente, quale celebrazione dello sport americano per eccellenza, il video è intriso di americanità e luoghi comuni sulle majorette. Madonna vestita come una quattordicenne ragazza pon-pon, accompagnata dall’astro nascente (l’ennesimo) del rap Nicki Minaj e la già consacrata star hip hop M.I.A.
Le due “damigelle” fanno il loro ingresso sul palco del SuperBowl vestite con un look da ragazze pon-pon dell’antica Roma, firmato Fausto Puglisi, stilista siciliano che da qualche tempo si sta facendo conoscere in tutto il mondo per il suo incredibile talento, abbinato ad una grande raffinatezza sartoriale.
Miss Ciccone ha regalato al pubblico in visibilio vecchi pezzi come “Vogue“, “Music” in duetto con i LMFAO, il suo nuovo successo “Give me all your luniv’“, e ha chiuso in bellezza con una versione gospel di “Like a prayer“, duettando con Cee Lo Green.

I suoi diversi look, tre per l’esattezza, portano la firma di Givenchy, che presenta Madonna avvolta in un mantello dorato, ornata da una grande tiara a raggera, culminante in due alte corna…tutto del suo look ricorda una sorta di Anubi egizia, acominciare dal grosso trono su cui fa il suo ingresso trionfale. Ma quando comincia a ballare si disfa del turbine d’oro che l’avvolge e rivela il suo outfit da gladiatore romano: maxi cintura in vita, di pelle, dai motivi bizantini, con lunghe fasce, impreziosita da pietre, scaglie dorate, applicazioni metalliche e chi più ne ha più ne metta; ma una vera matrona romana non può definirsi tale senza una mantella leopardata…e, naturalmente, Madonna era fornita anche di questo accessorio che completa il secondo out-fit.

Niente, nemmeno il copricapo egizio o gli stivaloni al ginocchio con tacco a spillo, ha impedito alla nostra beniamina di correre su e giù per il palco, salvo la perdita di equilibrio durante un balletto sugli spalti…

Ma dopo l’intermezzo della banda (immancabile in una partita di football), il buio avvolge tutte le comprase, che spariscono dal palco. Quando si riaccendono le luci, gli spettatori trovano un coro gospel vestito di tutto punto, sistemato sugli spalti, in mezzo al quale rientra Madonna, stavolta ravvolta in una tunica nera dal sapore gotico. Unico tocco glamour, file di paillettes nere che le brillano sulle spalle e sulla gonna. L’effetto è quello di una sacerdotessa approdata direttamente da una cattedrale gotica, un’entità che tra il sacro e il profano si esibisce nella sua hit più dalle atmosfere più “spirituali”, “Like  a prayer“, per poi sparire in una nuvola di fumo dorato.

Praticamente in 15 minuti di esibizione ha ripercorso la storia dell’uomo attraverso gli abiti: dall’antico egitto, alla roma dei gladiatori al periodo gotico…con un repentino salto fino ai giorni nostri, vestita da majorette…magari tutti gli esami si storia fossero così facili!

Written by: Avant-garden